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Bioeconomia: verso un nuovo modello
di sviluppo per il sistema regionale?


Puntare sullo sviluppo della bioeconomia in Veneto, definita il motore della prossima ondata di crescita globale, potrebbe rappresentare una scelta strategica per l’economia regionale. La bioeconomia si prefigge di superare la perdurante dipendenza dalle risorse di origine fossile verso un sistema globale più attento alla conservazione della natura e degli ecosistemi che definisca una serie di regole e priorità per la produzione sostenibile di biomassa con differenti finalità, dagli usi alimentari a quelli energetici a quelli dei materiali e biotecnologici.

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Da una prima disamina la bioeconomia in Veneto appare oggi un fenomeno ancora marginale – non tanto in termini assoluti quanto in termini relativi sul totale dell’economia regionale. Tuttavia i potenziali di crescita di questo nuovo motore di sviluppo sono molto elevati: nuove opportunità di lavoro, mitigazione dei cambiamenti climatici, efficienza delle risorse.
Lo sviluppo della bioeconomia non potrà comunque prescindere dalla capacità di strutturare politiche equilibrate e partecipate insieme a modelli di business sostenibili che tengano in considerazione gli interessi di una moltitudine di attori. Le prospettive di crescita “fisiologica” della bioeconomia infatti, e la stessa percezione da parte delle imprese che già producono beni e servizi da risorse rinnovabili, inducono a riflettere sul fatto che, come avvenuto in altri contesti, per favorire cambi drastici sul fronte tecnologico, è fondamentale il ruolo dello Stato, sia come investitore nella ricerca di base che come acquirente di prodotti con determinate caratteristiche di sostenibilità e innovazione.

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