Icone-8

L’economia

L’economia italiana cresce, ma a ritmo moderato

Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che l’output globale nel 2015 è cresciuto del 3,1 per cento, esito di un incremento dell’1,9 per cento per le economie avanzate e del 4 per cento per le economie emergenti e in via di sviluppo. Le proiezioni previsionali relative al 2016 non superano il 3,2 per cento, mentre nel 2017 la crescita del prodotto dovrebbe attestarsi al 3,5 per cento.

Leggi di più...

A livello europeo le stime della Commissione vanno nel senso di un incremento dell’output dell’1,6 per cento nel 2016 e dell’1,8 per cento l’anno seguente; a trainare la ripresa rimarrà comunque la domanda interna stimolata dai provvedimenti di politica monetaria varati dalla BCE e alimentata dal calo del prezzo delle commodity, dall’andamento evolutivo del mercato del lavoro e dal timbro prudentemente espansivo delle politiche fiscali.
Il 2015 per l’economia italiana è stato l’anno della svolta: per la prima volta dopo un triennio recessivo il PIL è tornato a crescere (+0,8%): il principale propellente del motore economico italiano si è rivelato la domanda interna, in aumento dell’1,5 per cento, mentre il contributo delle esportazioni nette è stato negativo soprattutto per i maggiori flussi importati. Il Documento di Economia e Finanza (DEF) del Governo delinea un contesto moderatamente favorevole per cui lo scenario “tendenziale” vede il PIL italiano crescere dell’1,2 per cento in termini reali per poi stabilizzarsi su questo livello negli anni seguenti; driver del processo virtuoso sarà la domanda interna: saranno prevalentemente i consumi delle famiglie, spinti da un maggior reddito disponibile e dagli incrementi occupazionali, a trainare la crescita ma anche per gli investimenti si prefigura una dinamica favorevole.

Chiudi

SCARICA IL CAPITOLO
DOWNLOAD
SCARICA L'INFOGRAFICA
DOWNLOAD

L’economia regionale cambia marcia?

Il PIL regionale ha chiuso il 2015 con una crescita dello 0,8 per cento che raddoppia la percentuale registrata nel 2014 (+0,4%) ma si pone al di sotto delle stime previsionali dei principali Istituti di ricerca. Tale crescita modesta è frutto dell’incremento delle esportazioni, ma dopo alcuni anni anche i consumi delle famiglie e gli investimenti privati hanno dato un apporto positivo. In Veneto il mercato del lavoro è leggermente migliorato spinto dalla de-contribuzione delle assunzioni con contratto a tutele crescenti, ma una verifica più puntuale potrà essere fatta solo quando tali incentivi cesseranno.

Leggi di più...

Dopo sette anni di crisi che avevano segnato un netto confine tra imprese internazionalizzate con ritmi di crescita buoni e imprese che operavano sul mercato interno con difficoltà molto marcate, nel 2015 questo paradigma è, almeno parzialmente, cambiato: sono ripartiti le vendite al dettaglio e gli investimenti delle imprese chiamate a “svecchiare” il loro parco macchine. Il modello di sviluppo legato soprattutto alle esportazioni è stato positivo per l’economia regionale, ma comporta rischi e incertezze legate alle sempre più frequenti crisi internazionali. Tale modello va quindi ri-equilibrato favorendo la ripresa della domanda interna anche se non mancano rischi legati al difficile ricambio generazionale della popolazione residente e alle difficoltà di alcuni tra i principali istituti di credito locali.
Secondo le nostre stime, il PIL regionale dovrebbe crescere nel 2016 dell’1,3 per cento, un incremento appena superiore alla crescita dell’1,1 per cento italiana, con un apporto significativo della domanda interna e un rallentamento delle esportazioni: non vi sono tuttavia attese di una vera fase espansiva in grado di riportare velocemente l’economia regionale vicina ai livelli pre-crisi.

Chiudi

SCARICA IL CAPITOLO
DOWNLOAD
SCARICA L'INFOGRAFICA
DOWNLOAD