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Banche

Alla fine del 2015 i prestiti bancari al settore privato non finanziario (imprese e famiglie consumatrici) hanno mostrato una flessione dell’1,1 per cento, in linea con la variazione dell’anno precedente. A fronte della moderata ripresa dei finanziamenti alle famiglie consumatrici (+1,4%, da -0,1% nel 2014), sostenuta dal livello storicamente contenuto dei tassi di interesse sui mutui per l’acquisto della casa, i prestiti alle imprese hanno registrato un calo del 2,2 per cento (-1,3% nel 2014).

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Alla crescita dell’ammontare complessivo dei mutui casa ha contribuito il deciso aumento delle nuove erogazioni nel corso del 2015 (62,6% sull’anno precedente). Al netto delle surroghe e sostituzioni, che nel corso del 2015 hanno costituito il 16,8 per cento dei nuovi mutui, l’aumento sarebbe stato del 40 per cento. I finanziamenti erogati dalle banche e dalle società finanziarie alle imprese, comprensivi delle sofferenze, sono diminuiti del 3,2 per cento alla fine del 2015 (-1,7% nel 2014). La flessione dei prestiti è stata più marcata per il comparto delle costruzioni (-8,4%) rispetto a quelli manifatturiero (-2,3%) e dei servizi (-2,6%). Alla fine del 2015 l’incidenza delle sofferenze sui prestiti totali alle imprese era cresciuta al 20,2 per cento (dal 17,6% della fine del 2014), mentre si era ridotta all’11,6 per cento la consistenza degli altri crediti deteriorati (dal 12,3% di fine 2014).
Nel 2015 il valore ai prezzi di mercato dei titoli a custodia nel portafoglio delle famiglie consumatrici si è ridotto del 7,8 per cento (-3,3% nel 2014). All’accentuata flessione degli investimenti in titoli di Stato (-18,2%) e in obbligazioni bancarie (-26,8%) e di altri emittenti (-7,9%) si è associato il calo delle azioni (-4%). Sull’andamento negativo del valore dello stock di azioni detenuto dalle famiglie venete hanno influito le svalutazioni (pari al 23% circa del valore a fine 2014) sui titoli di capitale delle due maggiori banche popolari venete non quotate. Anche nel 2015 è proseguito il ridimensionamento della rete degli sportelli bancari: a fine anno risultavano operativi 3.145 sportelli con una flessione del 4,3 per cento rispetto al 2014 (-142 unità). La diminuzione ha interessato in misura più accentuata le banche medie (-9,1%) e quelle maggiori e grandi (-4,8%), mentre è stato più contenuto per gli intermediari piccoli e minori (-1,2%).

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