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Il mercato del lavoro

Dopo una lunga fase negativa, il 2015 si è contraddistinto per una decisa discontinuità delle dinamiche del mercato del lavoro regionale. L’andamento dell’occupazione, così come rilevato dalle diverse fonti amministrative disponibili, è risultato ampiamente positivo (+36,6 mila posizioni di lavoro rispetto al 2014) per effetto sia della congiuntura economica più favorevole, sia degli interventi governativi volti a incentivare la stabilizzazione delle posizioni di lavoro e a favorire le assunzioni.

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La nuova disciplina contenuta nel Jobs Act, nonché l’introduzione dell’esonero contributivo per l’instaurazione e/o la trasformazione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, hanno dato notevole impulso alla domanda, ridefinendo la propensione e le convenienze del ricorso alle diverse tipologie contrattuali. Il più evidente cambiamento ha riguardato l’interruzione del trend di lungo periodo che vedeva la contrazione del ricorso ai rapporti a tempo indeterminato, sia in termini di flusso che di saldi delle posizioni di lavoro: questa tipologia di impiego ha segnalato una decisa impennata, sottraendo spazi ai contratti a termine e all’apprendistato. Ulteriori effetti del nuovo quadro regolatorio sono il rallentamento del ricorso a forme di impiego lavorativo ai margini dell’occupazione dipendente (lavoro a chiamata, parasubordinato), fortemente limitate dalle nuove norme, così come il persistere della straordinaria crescita del lavoro accessorio (voucher). Per il 2016 c’è da attendersi un inevitabile rallentamento dei volumi di crescita osservati. Il mantenimento dell’occupazione aggiuntiva registrata nel corso dell’anno dipenderà, congiuntura economica permettendo, dalla capacità del sistema imprenditoriale di trattenere e consolidare l’impiego dei nuovi ingressi in organico.

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