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Gli scambi con l’estero

Le esportazioni e il movimento turistico degli stranieri hanno continuato a sostenere l’economia veneta. Le vendite di beni all’estero hanno registrato un progresso del 5,3 per cento, superando in termini nominali la soglia dei 57,5 miliardi di euro e marcando un nuovo record storico.

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Con un passo lievemente più spedito (+5,9%) le importazioni si sono approssimate ai 42 miliardi, indicando una ripresa generalizzata degli acquisti oltrefrontiera. Il saldo della bilancia commerciale ha superato i 15,6 miliardi di euro (+588 milioni di euro rispetto al 2014). La crescita dell’export ha interessato la quasi totalità delle merci esportate. In particolare, i flussi sono stati assai favorevoli per l’occhialeria (+12,7%), i macchinari (+6%), primo prodotto di punta del manifatturiero veneto (vale un quarto dell’export totale) e i prodotti alimentari (+13,7%). I maggiori Paesi destinatari dei prodotti, oltre alla Germania (+3,1%) che detiene il primato, vanno segnalate le ottime performance di Stati Uniti (+16,6%) e Regno Unito (+17%).
Quanto ai flussi di turisti stranieri, gli arrivi (+5,8%) e le presenze (+2,2%), mai così rilevanti, sono stati un elemento decisivo per i destini del settore, premiando principalmente le città d’arte e le località lacustri. Il 2015 ha visto il rilancio della montagna dopo anni difficili, grazie a un clima decisamente favorevole, ma ha fatto emergere la sofferenza del mare disertato dalla sua più fedele clientela, quella tedesca. Il bilancio termale è apparso in chiaro scuro per il calo significativo dei pernottamenti (-1,5%). Le minori presenze di olandesi, russi e danesi si sono fatte sentire, ma i maggiori contributi di Germania, Cina, Regno Unito e Stati Uniti hanno colmato il vuoto, mentre altre provenienze extraeuropee lasciano presagire un buon riscontro per il futuro.

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